Impossibilità sopravvenuta

La regola generale della risoluzione per impossibilità sopravvenuta trova applicazione anche in relazione ai rapporti di durata, come i contratti di lavoro subordinato. Per quest’ultimi, l’art. 2110 cod. civ. prevede un elenco di impedimenti tipici in ambito lavorativo che provocano la sospensione temporanea del rapporto di lavoro stesso. Durante tali periodi di sospensione il lavoratore conserverà il proprio posto e il datore di lavoro potrà eventualmente recedere dal contratto solo quando la causa impeditiva si protragga oltre il periodo fissato dalla legge. La giurisprudenza infatti (Cass. Civ. Sez. Lavoro, 4012/98 ; Cass. Civ. Sez. Lavoro, 12719/98 ; Cass. Civ. Sez. Lavoro, 14065/99 ) appare concorde nel giustificare la risoluzione del rapporto da parte del datore non in ogni caso d’impossibilità sopravvenuta, bensì soltanto qualora il fatto impeditivo della prestazione sia riconducibile alla nozione rispettivamente di giusta causa ovvero di giustificato motivo di licenziamento, secondo la disciplina sopracitata (determinato da ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa).

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